Povertà zero: l’impegno del commercio equo

News 14 ottobre 2016

Dal 16 al 22 ottobre è la Settimana mondiale contro la povertà. Il commercio equo e solidale ha come obiettivo primario proprio lo sradicamento dell’indigenza: come è possibile raggiungere tale scopo?

La World Fair Trade Organization crede che i principi su cui si basa il commercio equo siano davvero degli strumenti efficaci e completi per combattere la povertà. Per essere attrice del cambiamento, ha elaborato una strategia che possiamo riassumere nella formula:

Commercio equo + Opportunità economiche = No Povertà.

Infatti, creando delle occasioni di sviluppo economico per i produttori – specialmente per piccoli coltivatori ed artigiani – è possibile eliminare radicalmente la piaga della povertà. Lo dimostra, per esempio, il progetto Araliya della Cooperativa Sociale Vagamondi.

In Sri Lanka la disabilità è ancora fonte di emarginazione sociale ed economica; le famiglie con un figlio portatore di handicap si trovano spesso in difficoltà nel condurre una vita sana e dignitosa. Ecco perché, a partire dal 1996, le suore “Figlie della Provvidenza” di Modena gestiscono un asilo a favore dei bambini sordomuti di Negombo. L’iniziativa delle suore offre un valido sostegno sociale, ma non riesce a far fronte alle ristrettezze economiche dei diversi nuclei famigliari. Per questo motivo nel 2003 Vagamondi ha creato un progetto volto ad assicurare un reddito alle donne – tradizionalmente responsabili dell’economia domestica – attraverso un lavoro dignitoso, gratificante e non lontano dai figli. Il nome Araliya rimanda a un fiore cingalese tradizionalmente utilizzato per accogliere gli ospiti, il cui significato è “bellezza di donna”.

L’idea innovativa alla base del progetto Araliya è la produzione di fiori finti per il confezionamento delle bomboniere. Unici nel loro genere, i fiori hanno permesso non soltanto di fornire basi solide al progetto, ma anche di ottenere visibilità e successo nel circuito del commercio equosolidale italiano. Successo che da economico diventa sociale, quando nel 2007 viene registrata a livello statale l’Araliya Community Company.

La produzione si è nel tempo diversificata: le donne, organizzate in gruppi di lavoro, realizzano oggi anche tappeti in corda di cocco, tovaglie in cotone e cartoleria in carta riciclata. Il loro lavoro, giustamente retribuito, permette a tutta la famiglia di vivere in modo più sereno e dignitoso.
Vieni in Bottega e tocca con mano i frutti di questo progetto a povertà zero!


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