ECONOMIA CARCERARIA

News 1 Maggio 2022

“Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione” (Voltaire)

Il luogo comune sulla prigione è noto: chi entra si perde o esce peggiore di quando è entrato.

Si trovano fior fiore di intellettuali e filosofi che hanno espresso il loro giudizio, negativo, sulla capacità del carcere di riabilitare le persone, far scontare la loro pena ma nello stesso tempo ri-educarli per tornare alla vita sociale. Invece in questo articolo scoprirete che ci sono delle realtà in cui il carcere è veramente rinascita, percorso di crescita che può passare attraverso l’apprendimento di un lavoro da poter svolgere una volta rintrodotto nella società.

L’ozio in carcere non porta ad alcun risultato concreto, svolgere un’attività professionale, al contrario, significa ricostruire la dignità delle persone, riscrivere il futuro in termini di comportamenti virtuosi e abbassare notevolmente il rischio di recidiva, per la sicurezza di tutti.

È statisticamente provato che il 68,4% dei detenuti rimessi in libertà senza un lavoro torna a delinquere. Tra gli ex detenuti che hanno intrapreso un percorso di formazione e inserimento lavorativo già durante la reclusione, invece, il tasso di recidiva non supera l’1%. E questo non fa che confermare la bontà delle iniziative che, anche grazie al supporto di associazioni del terzo settore impegnate nei penitenziari italiani, sollecitano i carcerati a rimettersi in gioco intraprendendo un percorso di lavoro e legalità.

Oltre alle istituzioni e alle associazioni, anche i consumatori finali possono svolgere un ruolo attivo affinché sia assicurato il successo di progetti ad alto contenuto sociale, quali sono appunto gli interventi di economia carceraria.

Avete mai sentito parlare di Banda Biscotti, Sprigioniamo Sapori o Cooperativa Calimero?

Avete mai provato i loro prodotti?

Banda Biscotti è un laboratorio dolciario avviato in Piemonte dalla Cooperativa sociale Divieto di Sosta ed ha la particolarità di realizzare prodotti di pasticceria interamente all’interno delle carceri di Verbania e di Saluzzo, grazie al lavoro degli ospiti delle due strutture detentive. L’iniziativa coinvolge persone in situazioni di marginalità e svantaggio, ma altamente motivate, cui vengono offerti l’opportunità e gli spazi dove esprimere e valorizzare il proprio potenziale.

In questo modo, facendo leva sull’impegno e sulla determinazione, i detenuti sono resi protagonisti attivi di un percorso volto al reinserimento sociale a fine pena.

La cooperativa Sprigioniamo Sapori opera all’interno della Casa Circondariale di Ragusa, con un laboratorio di produzione di torroni e di altri prodotti dolciari a base di mandorla, pistacchio e nocciola, scegliendo l’agricoltura biologica e valorizzando alcuni prodotti di eccellenza del territorio, in particolare la mandorla e il miele locali.

I prodotti di Sprigioniamo Sapori hanno ingredienti davvero speciali, come il valore del lavoro, la dignità e il rispetto con cui i detenuti del carcere di Ragusa vogliono riscattare la propria vita.

 La Calimero soc. coop. soc. ha lo scopo di realizzare l’inserimento lavorativo di utenti con problemi di integrazione sociale e per creare occupazione nelle fasce deboli.

Nel 2013 la coop. Calimero insieme ad Asl Bergamo, Associazione Carcere e Territorio ed Equomercato istituirono il progetto sociale denominato Dolci sogni liberi” operando all’interno della Casa Circondariale di Bergamo, creando un laboratorio ad hoc (200mq) dove 5 o 6 detenuti per volta apprendono i segreti “dell’arte bianca” durante il periodo in cui scontano la pena.

In laboratorio vengono prodotti biscotti, muffin, crostate, torte e ciambelle, snack salati, utilizzando anche prodotti del commercio equo e solidale e distribuiti in Italia dalla Cooperativa Equomercato.

Al termine del periodo di formazione viene verificato l’andamento del soggetto in tutte le sue fasi, per valutare la possibilità di un inserimento nel mondo del lavoro esterno o all’interno della cooperativa mediante assunzione, in questo caso la Cooperativa continua ad occuparsi del soggetto, consentendo all’utente di proseguire il suo cammino verso l’integrazione sociale.

Tutti i prodotti di economia carceraria sono buoni e di qualità, perché frutto di impegno ed orgoglio. Fanno bene perché creano circoli virtuosi, diminuendo recidiva e reati.

Acquistarli è un gesto di responsabilità sociale, semplice ma di grande impatto e soddisfazione.

 

 

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