Un’economia solidale è possibile?

News 5 luglio 2018

Il commercio equo e solidale oggi rappresenta un’alternativa al mercato di massa globale, ma che cosa succederebbe se le sue regole venissero applicate a un intero modello economico?

Una delle idee alla base del movimento fair trade è che produttori e consumatori possano soddisfare i reciproci bisogni attraverso il commercio, indipendentemente dal proprio status sociale. Tuttavia, gli ultimi dati relativi alla distribuzione della ricchezza nel mondo evidenziano una disparità enorme: l’1% della popolazione detiene l’80% delle risorse, mentre 3,7 miliardi di persone vivono in uno stato di povertà. Questo determina, in una società economica basata sulla concorrenza come quella attuale, un meccanismo di esclusione sistematica dei produttori che non soddisfano gli standard dettati da chi ha il potere d’acquisto maggiore. In altre parole, chi produce a basso prezzo viene premiato nel breve termine, ma quando un nuovo produttore si impone con la medesima qualità a prezzi inferiori, ecco che il primo viene escluso dal mercato, nel continuo ciclo dello scarto che regola l’economia di oggi.

Il cambiamento possibile

In questo articolo dell’Huffington Post UK, Ed Mayo e Erinch Sahan valutano l’ipotesi di un’economia solidale, basata sulla cooperazione anziché sulla concorrenza.

La nostra economia non funziona come dovrebbe. Accanto a crescita e a profitti da record, abbiamo stipendi che non crescono, una spirale di ingiustizia e un pianeta sfruttato oltre il proprio limite. Abbiamo bisogno di innovazione e nuove idee e l’esperienza del commercio equosolidale è fonte di ispirazione.

Ecco che vengono individuati tre cambiamenti possibili e necessari per avere un’economia più giusta:

  1. Stop alla concorrenza. La concorrenza crea povertà e soprattutto la mantiene: è necessaria una visione radicalmente diversa, che faccia della collaborazione, della trasparenza e delle relazioni a lungo termine i nuovi valori fondamentali.
  2. La proprietà dev’essere condivisa. Non solo gli investitori, ma anche i produttori hanno diritto a detenere e controllare il business. Esistono già numerose realtà fair trade in cui gli operai sono proprietari delle aziende e hanno voce in materia decisionale. In più, la versione solidale del mercato valorizza il ruolo della donna, contrasta lo spreco delle risorse e garantisce condizioni di lavoro dignitose.
  3. Nuovi diritti per la forza lavoro. Primo fra tutti, il diritto di intervenire nei processi decisionali e di scambio. Il commercio equosolidale ribalta le posizioni di chi ha potere e chi no, permettendo al potenziale esistente di svilupparsi in nuove relazioni economiche. Come afferma il filosofo politico Karl Popper: «Se c’è troppo squilibrio di potere, allora non esiste una reale libertà di scambio».

Facciamo il nostro passo

Il commercio equosolidale non è un progetto, ma un esperimento concreto, in corso. Al giorno d’oggi non esiste una soluzione per riprodurre questi modelli solidali su larga scala, ma ciò che possiamo imparare dalla lezione del fair trade è forse ancora più importante: il business e i mercati possono essere diversi. Possono abbracciare i valori di cooperazione e solidarietà, massimizzare gli obiettivi sociali al posto dei profitti e dare davvero potere alle persone.

Che cosa succederebbe se l’economia mondiale fosse animata da tali imprese e le regole del business, della finanza e del commercio le promuovessero? Crediamo ci sarebbero meno iniquità, meno povertà e un pianeta meno inquinato. Non possiamo fare in modo che accada da un giorno all’altro, ma possiamo decidere di fare il primo passo.


0 Commenti

Vuoi contribuire alla discussione?

Scrivi un commento o rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Novità in Bottega: v… 11 maggio 2018 maramao (5) Buone vacanze Chiusura estiva dal 2… 27 luglio 2018